martedì 22 luglio 2008

Destra-sinistra

io forse sono un retrogrado ideologizzato incapace di comprendere il nuovo che avanza, ma francamente non ce la faccio a trovare ormai irrilevante la divisione destra-sinistra (e qui, lo so, Gaber si sarebbe scompisciato dalle risate, ma lo ricordo con piacere perché lui più che con la sinistra se la prendeva con la riduzione della sinistra a delle parole d'ordine) o peggio ancora a scorgere una palingenetica sintesi tra le due trite posizioni, io una posizione ideale continuo ad avercela, ed è a sinistra. e se mi posiziono LÌ è perché non credo che la parola "sinistra" possa essere identificata con dei partiti, cioè riempita esaustivamente con i contenuti delle segreterie di Rifondazione + Verdi + Sinistra democratica + PDCI, né tantomeno con il PD - come invece sembra emergere dagli ultimi messaggi -, cioè con delle forme storiche, che più o meno nei termini della contingenza storica pretendono di interpretare e rappresentare dei valori. e non voglio con questo annullare qualunquisticamente il ruolo della rappresentanza politica, ritengo piuttosto che questa è sempre una realtà relativa e per le contingenze storiche può anche finire per ridurre o addirittura contraddire i principi da cui muove.
e ora arrivo al merito, senza voler insegnare niente a nessuno, e scusate se la faccio lunga e addirittura vado nell'ovvio, ma preferisco essere banale pur di chiarire la mia adesione a un movimento.
per me (e non solo per me dato che avrei il conforto di illustri pensatori, ma evito di appoggiarmi pedantescamente a dei nomi per appoggiarmi al buon senso, o, se questo può suonare troppo presuntuoso, alle mie convinzioni) sinistra significa democrazia, cioè un'dea di società basata sul principio che ogni individuo non ha solo diritti (civili e personali) ma doveri (civili e personali), e sulla condizione fondamentale che ad ogni individuo sia data l'opportunità di avere coscienza dei propri diritti e doveri, sapendo che il rispetto dei propri corrisponde a quello di quelli altrui nella pari dignità di tutti; e si contrappone logicamente a destra che significa aristocrazia, cioè un'idea fondamentalmente gerarchica della società, dove pochi avrebbero la qualifica e la delega a gestire ogni tipo di risorsa (materiale o intellettuale) "per il bene - o il male - di tutti", nell'evidente disparità di dignità fra individui. e queste, scusate, mi sembrano differenze non di poco conto.
certo, chi è convinto di poter delegare a colui che ritiene capace di risolvere i problemi ha una sua rispettabile posizione di destra, ma a me sembra che in Italia chi vota per Berlusconi più che vedere in lui quello che può risolvere i problemi di tutti, più che per uno spiccato senso della cosa pubblica, lo vota per vedersi tolta l'ICI - poi se lo Stato non avendo più i soldi dell'ICI non può più garantire dei servizi essenziali per tutti è un altro problema, e quello che non ho sborsato per l'ICI lo sborso dieci volte tanto per una visita medica non più coperta dal sistema sanitario nazionale, per iscrivere i figli all'asilo o a scuola, per prendere l'autobus ecc. -, e questo è un esempio di miope individualismo, cioè di destra.
la fastidiosa diffidenza verso il prossimo non è forse un altro esempio di individualismo?
e il modello delle letterine e veline, che squalifica la figura della donna ad una condizione decorativa, non riflette forse nei termini di una diversa importanza dei sessi il principio della gerarchia, cioè della destra?
il fatto che la gente si senta vicina solo quando gioca la nazionale di calcio non è anche questo un fenomeno, superficiale quanto volete, di destra, nel veder affermato un simbolo della propria nazione nel senso di superiorità verso altre nazioni, con la bandiera a coprire tutte le contraddizioni sociali di casa propria? (un tale - purtroppo non ricordo chi - disse che la bandiera è l'ultimo rifugio delle canaglie)
infine sulla questione della leadership, io non credo che i problemi di identità della sinistra possano avere una soluzione con una nuova - nuova ma che mi sa tanto di vecchio, visto che il decisionismo l'aveva imposto Craxi 30 anni fa (e ho detto tutto) - leadership. credo comunque che un movimento come quello "dalbasso" non possa porsi il problema della leadership, e con questo non voglio intendere che questo movimento "non possa avere alcun peso politico" per ridursi ad un'occasione "per scambiarci idee ed esperienze", anzi secondo me dovrebbe avere un grosso peso, o almeno commisurato alle proprie capacità, di sensibilizzazione verso le persone, e, in questo senso, di condizionamento delle scelte di chi è delegato a governare.
ciao
Vittorio

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